In tempi di grande paura e incertezza, i fabbricanti di bufale hanno la strada spianata. Spesso, infatti, siamo noi ad aiutarli nel loro “lavoro”: tutti noi utenti, lettori, spettatori alla ricerca di risposte e di conforto per le nostre preoccupazioni. L’emergenza legata al contagio da Covid-19 in Italia, come era prevedibile, ha generato una gran quantità di bufale, fake news, distorsioni di fatti e molteplici istanze di disinformazione e di cattivo giornalismo. Dal momento che lo scopo del nostro progetto è proprio la lotta alle bufale, abbiamo pensato di offrirvi un rapido vademecum sulla condivisione delle informazioni e un piccolo compendio delle fake news che si sono diffuse su questo argomento.

Perché è importante pensare prima di condividere notizie sul Covid-19

Il Coronavirus ci fa paura. È naturale essere preoccupati e cercare risposte e non abbiamo motivo di vergognarci se ci sentiamo persi. È però importante agire in modo responsabile e, se non possiamo fare nulla per migliorare la nostra situazione e quella di chi ci sta intorno, contribuire a non peggiorarla. Tutte le volte che diffondiamo una notizia falsa, condividendola con altri tramite social, messaggi, email o passaparola, contribuiamo a dare credibilità a quella notizia. Chi ci vuole bene sarà portato a fidarsi di noi e quindi a prendere per vera una bufala o una mezza verità. Quando, come in questo momento, è in gioco la sicurezza, la salute e in molti casi la vita delle persone, dare credito alle fake news può essere molto pericoloso.

Bufale rassicuranti e bufale allarmistiche sul Coronavirus: evitiamole entrambe!

Ci sono essenzialmente due tipi di bufale sul Coronavirus: alcune puntano a spaventare e altre a rassicurare. Entrambe vanno evitate! Diffondere notizie inutilmente catastrofiche, suggerire complotti internazionali o far circolare l’idea che la situazione sia ancora più grave di quella che le autorità descrivono è pericoloso, perché spinge le persone a diffidare degli “esperti”. E si da il caso che gli “esperti”, la comunità scientifica e i medici, in casi come questi, siano gli unici in grado di aiutarci a risolvere l’emergenza. Se contribuiamo a diffondere l’idea che al comando ci siano poteri oscuri intenzionati a danneggiare la popolazione, spingeremo i nostri cari e i nostri conoscenti a dare credito a fonti non verificate e non affidabili e ad adottare comportamenti potenzialmente pericolosi.

Ci sono poi le bufale rassicuranti, quelle che ci spingono a credere che il Covid-19 sia meno pericoloso di quanto i media ufficiali diano a intendere o che esistano cure o sistemi preventivi di facile accesso e diversi da quelli indicati nelle disposizioni ufficiali. Questo tipo di disinformazione è, se possibile, ancora più pericolosa, perché spinge chi la riceve a sottovalutare i rischi e a esporre se stesso e gli altri al contagio con comportamenti contrari alle misure di sicurezza.

Proteggiamoci e proteggiamo i nostri cari: diffondiamo solo informazioni corrette!

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